Fabio Quartararo fa doppietta a Jerez e vince in solitaria davanti alle due Yamaha ufficiali, Rossi finalmente ritrova il podio

Fabio Quartararo – Yamaha Petronas – MotoGP 2020

Dominio della Yamaha a Jerez. Dopo aver vinto domenica scorsa il GP di Spagna, Quartararo si conferma sullo stesso circuito aggiudicandosi anche il GP di Andalusia. Vinales chiude secondo. Terzo Rossi, che torna così sul podio (non succedeva dal GP di Austin 2019): interrompe un digiuno di podi che durava da 17 GP. Problemi tecnici nel finale per Morbidelli e Bagnaia, costretti al ritiro quando erano in lotta per il podio. Dovizioso, partito 14°, conclude al 6° posto

Quartararo ha messo tutti in fila, per la seconda volta. Ma dietro di lui una coppia di Yamaha ha segnato il confine con gli altri. La terza, quella di Rossi, dopo un lungo ed entusiasmante duello con Vinales dopo aver tenuto con i denti la seconda posizione, una staccata dopo l’altra, con la moto che allargava, la gomma che cedeva. Con il compagno di squadra che cercava di rimediare a un errore in avvio, una staccata sbagliata al primo giro che ha aperto la porta a Valentino. Un secondo errore su cui riflettere, dopo la scelta infelice della gomma anteriore soffice domenica scorsa. Ha centrato il podio, il gitano, ma intanto Quartararo si è involato. Con un passo sbalorditivo. Era quello che temeva Marquez, la molla che lo ha spinto a provarci, salvo rinunciare.

Fabio Quartararo – Yamaha Petronas – MotoGP 2020

Podio tutto Yamaha (non capitava dall’Australia 2014), con un Rossi ritrovato, almeno nel carattere, combattivo come sempre a 41 anni. Un osso duro per il giovane Vinales che a due giri dal termine l’ha passato. Ma che fatica… Sul traguardo un secondo a separarli, in mezzo 26 anni di differenza. Il Dottore non ha pagato l’età, anzi fisicamente era in ottima forma il 46, ma il cronico consumo della sua gomma posteriore, con il caldo che a Jerez ha arroventato l’asfalto (59°).

Vinales e Rossi dopo aver tagliato il traguardo della gara di Jerez

Resta l’enorme rammarico per un podio dove potevano essere almeno due gli italiani. Bagnaia ha visto andare in fumo il motore della sua Ducati a sei giri dal termine, mentre era all’inseguimento di Quartararo dopo aver superato Rossi (nel frattempo era caduto Miller); a Morbidelli si è spenta la moto a nove giri dal traguardo dopo aver agguanto il quarto posto, un po’ com’era successo a Rossi domenica scorsa (ma la Yamaha ha escluso una causa uguale).

Migliore delle Ducati al traguardo ancora una volta Dovizioso, sesto, un risultato poco incoraggiante specie in virtù del fatto che le Ducati Pramac se non fosse per la caduta di Miller e l’inconveniente tecnico di Bagnaia sono state tutto il week end più veloci delle ufficiali.

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